The old lie. I Classici e la Grande Guerra

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The old lie. I Classici e la Grande Guerra

Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Mercoledì 21 marzo 2018

Appel à contributions
Date limite : 15 décembre 2017

 

[English version below]
The Old Lie. L'eco dell'antica bugia, “Dulce et decorum est pro patria mori” (Orazio, Odi III, 2), riecheggia a distanza di secoli nelle celebre ripresa di Wilfred Owen, posta quale polemico e amaro suggello di una poesia scritta tra il 1917 e il 1918, che è una spietata accusa delle atrocità della guerra, mistificata da una propaganda che la descrive, invece, come evento glorioso ed epocale. “Un'antica bugia”, dunque, perpetuata nei secoli da chi si tiene, in realtà, lontano dai conflitti.
La poesia di Owen è solo un esempio del reimpiego dei Classici durante la Prima Guerra Mondiale. Essi divennero talvolta filtro o termine di paragone dell'esperienza dei giovani combattenti – come Patrick Shaw-Stewart -, talvolta irrinunciabili “ancore” in anni di aberrazione umana e culturale; talvolta, ancora, il loro messaggio fu riattualizzato in chiave antibellicista; è il caso, per esempio, del riadattamento de Le Troiane ad opera di Franz Werfel. D'altra parte, in quei tumultuosi anni alcuni classicisti ebbero un ruolo non solo culturale, ma anche politico e ideologico; si pensi, per esempio, a Giorgio Pasquali.
In occasione dell'ultimo anno di celebrazioni per il Centenario della Grande Guerra, l'associazione culturale Rodopis – Experience Ancient History e l'associazione culturale Prolepsis organizzano un workshop Internazionale dal titolo “The old lie. I Classici e la Grande Guerra”, per invitare a tornare su un tema che, nonostante l'attenzione recentemente dedicatavi, merita ancora indagini e riflessioni.


Le proposte di intervento potranno riguardare, anche se non in via esclusiva, i seguenti temi:
Ricezione dei Classici durante la Prima Guerra Mondiale;
Reimpiego ideologico di testi dell'antichità greco-latina durante il primo conflitto mondiale;
Riflessioni novecentesche su tematiche di guerra attraverso il filtro dei Classici;
Analisi dell'impegno politico di classicisti dell'epoca e relativa influenza sull'opera scientifica.

Il workshop sarà composto da tre sessioni, due mattutine e una pomeridiana, per un totale di nove relatori da selezionarsi. Ogni intervento avrà la durata massima di 20 minuti, con discussione alla fine di ciascuna sessione. È prevista una relazione introduttiva da parte del Prof. Giovanni Brizzi (Università di Bologna), in qualità di keynote speaker.
Le relazioni presentate possono essere oggetto di valutazione per un'eventuale pubblicazione.
Le lingue ammesse nel workshop sono italiano e inglese.
Dottorandi, dottori di ricerca e giovani studiosi sono invitati a inviare un abstract di massimo 300 parole, in italiano o in inglese, in forma anonima, all'indirizzo e-mail: iclassicielagrandeguerra[at]gmail.com, entro il 15 dicembre 2017.
I relatori selezionati saranno contattati entro il 31 dicembre 2017.

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THE OLD LIE. CLASSICS AND THE GREAT WAR
Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
March 21st 2018
The Old Lie, “Dulce et decorum est pro patria mori” (Horace, Odes III, 2): more than two thousand years later, the line was resumed by Wilfred Owen as a polemical and bitter seal for one of his poems, written between 1917 and 1918, a sharp accusation against the atrocities of war, which is often mystified by some sort of propaganda describing it as a glorious and monumental event. “The old lie”, therefore, over the centuries perpetuated by people who are in fact far away from the conflict.
Owen's poem is just an example of the the way Classics were reused during the First World War. They sometimes became filters or even benchmarks for the experience of young fighters (e.g. Patrick Shaw-Stewart); other times they were indispensable/essential “safety nets” during an age of human and cultural aberration; yet other times, their message underwent a shift in an antiwar direction (as for The Trojan Women in Franz Werfel's adaptation). On the other hand, some classicists not only had a cultural role, but were also active in the political and ideological scene (as Giorgio Pasquali).
On the last year of celebration for the centenary of the Great War, the cultural associations Rodopis – Experience Ancient History and Prolepsis, are organising an International Workshop entitled “The old Iie: Classics and the Great War”, a recently explored topic, which still deserves to be investigated and debated.
Proposal for oral presentations can be about (but not limited to) the following topics:
Reception of Classics during the First World War;
Ideological reuse of Classical texts during the First World War;
Twentieth century reflections on issues regarding the war, filtered by Classics;
Analyses of the political engagement of classicists of the time and how their political views influenced their scientific production.

This Workshop will be structured in three sessions, two in the morning and one in the afternoon, with a total of nine speakers to be selected. Each paper will last 20 minutes at most, and a final discussion will follow each presentation. An introductory lecture by Prof. Giovanni Brizzi (University of Bologna) will precede the workshop.
The most valuable papers may be considered for publication.
Official languages of the workshop are Italian and English.
PhD students , post-docs and early career academic researchers are invited to send an anonymous abstract not exceeding 300 words, to the e-mail address: iclassicielagrandeguerra[at]gmail.com, by the 15th of December 2017.
Successful speakers will be notified by the 31st of December 2017.

 

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